DUCA DI SERRADIFALCO

DOMENICO LO FASO PIETRASANTA,

ULTIMO DUCA DI SERRADIFALCO

Architetto e insigne Archeologo (Palermo 1783 - Firenze 1863); Presidente della Commissione di antichità e belle arti per la Sicilia.

Studioso dell'archeologia e dell'architettura siciliana, diresse (1831-33)  scavi e restauri a Selinunte, Siracusa, Segesta, Tindari, Agrigento, Taormina, ecc.

Di tutto pubblicò ampie relazioni corredate di tavole con rilievi e raffigurazioni di alto livello, utili tuttora.

Diresse l'opera "Le antichità siciliane esposte e illustrate" in 5 volumi (1835-42).

Prese attivamente parte al movimento liberale della Sicilia. Deputato e Patriota si distinse per grandi opere di beneficenza. Appoggiò con paterna benevolenza anche Antonio Salinas che lo ricorderà sempre con distinta gratitudine.

Dopo il 1848 e la riappropriazione borbonica della Sicilia fu inviato in esilio unitamente ad altri leader siciliani come Ruggero Settimo, Vincenzo Fardella, Giuseppe La Masa  e Francesco Crispi. Tornò in Sicilia dopo la liberazione dell'isola da parte di Garibaldi.

Dopo la morte, l'unica figlia ed erede, Giulietta Lo Faso Ventimiglia (moglie del marchese di Torrearsa), fece erigere un monumento nella Chiesa di San Domenico a Palermo, Pantheon degli uomini illustri di Sicilia.

Il monumento è una delle migliori sculture di Benedetto Delisi (1864), due figure simboliche sovrastano l'urna; a destra un giovanetto seduto con la fiaccola nella mano sinistra e sul punto di scrivere in un grosso volume; a sinistra, una giovane in piedi con cornucopia mentre depone una corona di alloro. L'epigrafe del monumento riporta:

DOMENICO LO FASO E PIETRASANTA DUCA DI SERRADIFALCO

CON LA MENTE CON LE AVITE DOVIZIE LE LETTERE LE ARTI SICILIANE PROMOSSE

INCORANDO PER BENEFICI LA GIOVENTU' AL SAPERE

PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI ANTICHITA'

I VETUSTI TESORI DI CIVILTA' GRECA E NORMANNA STUDIO' E DOTTAMENTE DESCRISSE

DELLA CAMERA DE' PARI DEL SICILIANO PARLAMENTO ALLA RISCOSSA DEL 1848

LA CORONA DEL REGNO AD UN PRINCIPE DI CASA SABAUDA GLI FU COMMESSO OFFERIRE

AL RITORNO DELLA BORBONICA DINASTIA PATI' L'ESILIO

RIVIDE LA TERRA NATIA  NON PUR ANCO REDENTA

E PIO CARITATEVOLE NE DIVISE I DOLORI

MA POI MIRO' L'ITALIA RISORTA PER SEMPRE A PIU' BELLO AVVENIRE

NACQUE IN PALERMO IL 21 FEBBRAIO 1783 MORI' IN FIRENZE IL 15 FEBBRAIO 1863

DESIDERATO E RIMPIANTO LA RICONOSCENTE FIGLIA GIULIETTA

I CARI AVANZI IN QUESTO MONUMENTO RACCOLSE

 

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